CASANOVA,
una delle 37 frazioni del Comune di LEONESSA, si trova
in posizione di confine fra Lazio, Umbria e Abruzzo, a
circa 150 Km da Roma, 100 Km da Acoli Piceno, 67 Km dall'Aquila,
40 Km da Terni e 36 Km da RIETI, che dal 1927 è
il suo capoluogo di Provincia.
Casanova confina con le frazioni: Villa Climinti, Capodacqua,
Valunga, Piedelpoggio e Leonessa, da cui dista circa 2
Km.
Casanova è raggiungibile da Rieti percorrendo la
S.S. 521, che passa per Morro Reatino, o la S.S.471 che
sale dal Comune di Posta (sulla S.S. 4 Salaria, all'altezza
delle Gole del Velino). Solo durante il periodo estivo
CASANOVA di Leonessa può essere raggiunta anche
scendendo dal
Terminillo lungo la strada provinciale; immersa tra faggi
e querce attraverso la Sella di Leonessa (m.1950) e la
tortuosa Vallonina.
Le condizioni ambientali di CASANOVA, sono ideali per
il riposo del fisico e dello spirito: clima freddo asciutto
d'inverno con punte che normalmente non superano i -15°C
, clima mediamente caldo nei mesi estivi addolcito dalle
brezze e dalla ricca vegetazione.
L'altopiano di Leonessa che ha una superficie di 50 Km
quadrati;è circondatoda un catena di bellissime
montagne, tra cui si distinguono: il massiccio del Terminillo
(m. 2216) e il Monte Cambio (m. 2081) disposti ad anfiteatro
a ridosso di Leonessa.
Altre cime importanti sono: quelle del Monte La Croce
(m. 1626), del Monte Corno (m. 1776) e di Colle Prato
Pecoraro (m. 1817).
(Le
notizie relative alle chiese di Casanova sono tratte dall'
opuscolo scritto da Gildo Felici, il quale si
ringrazia per la collaborazione e per averne consentito,
in parte, la riproduzione in questo sito).
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| MINI
GIORNALE DELLA MEDIA
Quest’estate, insieme a Guido Granelli e ad Andrea
Russo, abbiamo visitato i locali della ex scuola, recentemente
acquistati, per cercare della documentazione relativa
alla nostra frazione e ai suoi abitanti. Purtroppo non
abbiamo trovato nulla, a parte alcuni libri dei figli
della vecchia maestra.
Tra alcune carte sparse alla rinfusa, però, abbiamo
rinvenuto questo simpatico “Mini Giornale
della Media” che è, in sostanza, un
giornaletto di classe divertente e ben fatto. Sicuramente
i personaggi descritti e le situazioni presentate si
riferiscono alla realtà leonessana, ma ci è
sembrato giusto riproporre questo documento in considerazione
dei forti rapporti che da sempre legano la città
di Leonessa alla nostra frazione. Nella speranza che
questo “Mini Giornale della Media” strappi
ai visitatori del nostro sito quei sorrisi che in passato
suscitò sicuramente tra gli alunni e gli insegnanti.
Mini giornale è il titolo di queste poche pagine
che alcuni alunni di questa illustre scuola Media con
elevato sentimento leggeranno a tutti voi. Alcuni studenti
della terza media vogliono mostrare a tutti gli altri
le bellezze che circondano la scuola ed imprimerne la
venerazione ed il rispetto. Il contenuto di questo giornale
è materia densa di pettegolezzi, giudizi severi,
alcune volte esagerati, perciò preghiamo di tollerare
qualche inesattezza e trascuranza. Ci siamo studiati
di fornire opera satirica perché puro e vivo
è il sentimento d’amore che ci muove, spetta
a voi signori il merito di suscitarne un vasto sentimento
di simpatia.
Dedicato alla Scuola Media.
Ritorno ancor, bella scuola media fra le tacite fole
di vita mia; triste e sconvolto col rimpianto in core
a sognare una futura gita. Ma come sempre medesima a
me rimani fida fra mille eventi e tristi errori, fra
le tacite menzogne o lusinghiere fra gli stessi alunni
e professori. Per quel problema vorrei la soluzione
e di quel disegno lo schizzo; spero oggi almeno saper
la lezione e non veder così il professor col
chiribizzo.
Tu sei sempre così, io sono diverso. Io, che
fra le tue mura un po’ macchiate credevo di trovare
ghigni e sghignazzate invece ho trovato l’universo.
Ritrovo ancor il caro segretario, umor facilmente irato,
dalle possenti spalle dalla camicia stirata che leggendo
un nuovo bollettino controlla tutto con il suo solito
ghignino. E pure tu caro professore il quale Dio chissà
perché o percome ti ha dato molta testa e molto
cuore… Chi sei? Giangrande porti il nome. Ci siete
tutti, sparsi come fronde ma nel cortile sassoso più
discreto ride sommesso un fiorellin discreto mentre
occhieggia con il sole in fronte. Tu sarai sempre così,
ma in me è morto il tempo antico; come son diverso,
credevo di trovare voti messi a torto invece ho trovato
l’universo.
Prime visioni
Ore 13,30 – a casa dopo l’uragano.
Sala dei professori – sacello della morte.
Il consiglio – i cavalieri della tavola rotonda.
Il cortile – la lunga valle sassosa.
L’aula di applicazione tecnica – la capanna
dello zio Tom.
Le I – la banda dei miao miao.
La III B – i diabolici.
La III C – i ribelli.
Della Penna – Lisa dagli occhi blu.
Il preside – il vigile.
Santucci – il barbaro benefico.
I Fiorani – il clan al completo – ci sono
tutti.
Ficorilli – chi si ferma è perduto.
Forconi-Crescenzi – le gattine.
Le bidelle – il riposo.
I termosifoni – quelli bisogna scaldarli.
Nives e Ulisse Fiorani – due sconosciuti.
Il Barbanera
Il Barbanera prevede una eclissi a colore in
questa scuola: alcuni professori prenderanno il colore
della clorofilla e del verde rame; un’abbondanza
di tenebre in Tecnicolor investirà la signorina
Della Penna, naturalmente lei ne approfitterà
per i suoi quadri, la signorina Ficorilli diventerà
bianca dalla paura, la signorina Crescenzi non cambierà
per niente. Il Barbanera prevede inoltre che l’asciugamani
dei bagni verrà lavato. Il preside girerà
invano nelle Aule per trovare alunni meritevoli per
una gita premio. Durante il consiglio si scatenerà
un terribile temporale, si raccomanda di portare gli
ombrelli; inoltre durante il periodo degli esami una
fitta nebbia si calerà fra gli alunni, per cui
sarà il caso di dire: alle 8,30 va il povero
studente, di tutto quel che sa non si ricorda niente.
Il Barbanera prevede ancora che il cortile anche quest’anno
conserverà tutti i suoi sassi.
Al Tempo
Oh tempo! Tempo che fuggi perché non
t’arresti? Un attimo, un attimo solo. Sono fatto
da Dio non posso fermarmi. Vengo da sempre vado per
sempre. Dove passo c’è gioia e dolore.
Ricordati uomo che sono prezioso. Non mi sciupare, perché
quando mi cercherai, non ci sarò.
Lettera al destino
6) Quando alle 8,30 entrerò nella scuola
media, tu o destino non essermi avverso, quando starò
faccia a faccia con il professor Cherubini abbi pietà
di me; quando andrò a giustificare, ti prego
calma il segretario, fa che tutto vada bene; nei consigli
difendimi, o destino, aiutami quando non porto l’occorrente
di disegno, ispirami a chi chiederlo; quando spediscono
il biglietto per la sospensione fa in modo che lo prenda
io per primo. Ti scongiuro, o destino, a matematica
fammi diventare Pitagora, a disegno Raffaello, a italiano
Dante, ad applicazioni tecniche un provetto artista.
Ancora esaudiscimi, o destino, fa che tutti gl’insegnati
abbiano pietà per me.
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